Ijen Plateau

Oggi, 8 agosto 2015, affrontiamo l’ultima grande sfida che l’isola di Java ci ha riservato: la salita al Kawah Ijen.

Per Jessica e Jack la giornata è iniziata davvero male, avendo risentito, durante la notte, della cena. Ecco quindi altre due vittime della vacanza. Così saliamo a quota tre! Anche la sveglia non è stata clemente: l’appuntamento con la guida e il driver della Helios Tour è alle h04.00 davanti all’albergo.

Partiamo per Paltuding (1850m), il villaggio ai piedi del vulcano Ijen, e durante il tragitto ci danno la colazione, che ovviamente non è molto gradita ai nostri due amici nauseabondi. Arriviamo al villaggio dopo 1.30h di viaggio ed è già giorno. Non riusciamo a vedere ne l’alba ne le famose Blu Flames, ma va bene lo stesso…ci siamo risparmiati un’altra levataccia a mezzanotte!

20150808_073353L’Ijen Plateau è una regione montuosa nell’estremo est di Java, caratterizzata dalla presenza di tre coni vulcanici: Ijen, Merapi e Raung. Il Gunung Raung ha eruttato diverse volte tra giugno e luglio, portando alla chiusura di vari aeroporti, anche nelle isole vicine a Java, e destando in noi un po’ di preoccupazione, sia per i voli di rientro sia per la vicinanza durante l’escursione. In realtà vederlo dal vivo, fumante e imponente, è davvero incredibile. A livello di sicurezza, ci hanno garantito che è tutto sotto controllo, dunque un motivo in più per godersi lo spettacolo. La speranza che continui a stare tranquillo resta comunque viva in noi!

20150808_075622La nostra meta è il vulcano Ijen (2400m), che presenta nel suo cratere un lago sulfureo, il Kawah Ijen, dal quale i minatori estraggono lo zolfo.  Per salire al lago sulfureo bisogna percorrere un sentiero di 3 Km, la cui pendenza, nella seconda parte, raggiunge il 45%. Durante il tragitto si incontrano i minatori che salgono e scendono, portando Kg di zolfo sulle spalle. La quantità media di zolfo che riescono ad estrarre e a trasportare è di 70 Kg per persona, ma qualcuno arriva anche a 100 Kg. La corporatura media degli uomini javanesi è solitamente minuta, quindi devono sviluppare una forza fisica pazzesca non solo per sostenere il peso dello zolfo, ma anche per affrontare la discesa. Ogni minatore fa due volte al giorno la salita fino al lago ed è pagato circa 900 Rp/Kg di zolfo.

La salita dura 1.30h e, man mano che ci avviciniamo al lago, sentiamo i fumi di zolfo entrarci nei polmoni. Prima di salire infatti ci hanno dato una mascherina da mettere una volta arrivati in cima. Camminando lungo i bordi del cratere, il lago appare come un’enorme macchia azzurra fumante. Il fumo segue la direzione del vento, lasciando scoperti talvolta i depositi di zolfo giallo vicino alla riva. Qualcuno di noi guarda il lago dall’alto, mentre i più curiosi scendono fino alla riva del lago per osservare lo zolfo da vicino. Un simpatico minatore si riposa e scambia volentieri due chiacchiere con me, lamentandosi dei suoi scarponi rotti e del fatto che per questo non riesce a lavorare. Intanto il fumo mi brucia la gola.

20150808_074359Dopo circa un’ora scendiamo dallo stesso sentiero fatto per salire. Il paesaggio intorno è montuoso e verdeggiante, con vasti prati e boschi, che si stagliano nel cielo azzurro. Arrivati al parcheggio, dove ci attende il pulmino, ci rilassiamo con un buon thè caldo e ci diamo una bella ripulita, prima di rimetterci di nuovo in viaggio verso Ketapang.

Nel frattempo pare che Jack e Jessica si siano un po’ ripresi. Non ci posso credere, è finito questo grandioso tour the force, che ci ha condotto attraverso scenari indimenticabili, stravolgendo il nostro ritmo circadiano, e ora stiamo per approdare sulla magica isola di Bali.

20150808_113724Prima di arrivare a Ketapang, il porto da cui salpa il traghetto per Bali, situato a 1,30h da Paltuding, ci fermiamo a vedere una piccola cascata, la Air Terjun Kethegan, dove tanti ragazzi del posto si divertono ad immergersi nell’acqua fresca.

Finalmente eccoci al porto. Salutiamo i nostri gentili accompagnatori e salpiamo per Gilimanuk, Bali. Il traghetto non è pieno e ci rilassiamo seduti sul pontile, guardando Java che si allontana.

E’ passata solo una settimana e mi sembra di essere qui da un mese per tutte le cose che ho visto e vissuto. Java ci ha fatto conoscere l’Indonesia grezza, quella senza fronzoli, quella dove si mangia un piatto preparato a mani nude, seduti per terra o su sgabelli unti, quella dove tutto è un po’ trascurato, non sempre invitante e confortevole, quella dove tanta gente è povera e vive con fierezza di quel poco che ha, quella dove tutto è così come appare, così come lo vediamo, che ai turisti piaccia o no.

Bye Bye Java

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Mi chiamo Silvia e amo viaggiare. Dopo tanti bellissimi viaggi fai da te, è diventata sempre più forte la mia voglia di condividere la ricchezza e l'esperienza che ogni viaggio mi regala: nasce così ViaggiConMe. ViaggiConMe condivide tutto ciò che un viaggio può ispirare: racconti, immagini, riflessioni, emozioni, citazioni, notizie, consigli e soprattutto la voglia di andare.

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2 Comments

  • Alfredo magri maggio 09, 2019 05.17 pm

    Ciao Silvia….sto pensando andare in Indonesia con mia famiglia…ma ho solo due settimane….di cui una la vorrei fare a rote per iniziare a praticare il surf….per gli altri 5 giorni mi consigli di fare il tuo giro a jogiakarta? Grazie alfredo

    Reply 
    • Viaggiconme ottobre 19, 2019 11.01 am

      Ciao Alfredo,
      mi scuso per l’immenso ritardo nella risposta, ma sto riprendendo solo ora in mano il blog, che ho purtroppo dovuto mettere da parte per un lungo periodo. Vedo adesso il tuo commento e immagino che sia già avvenuto il viaggio in famiglia in Indonesia di cui mi parlavi, giusto? Se così non fosse e hai ancora bisogno di info, scrivimi pure! Grazie mille a presto, Silvia

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