Il Forte di Galle, esotismo d’Occidente

2° GIORNO IN SRI LANKA – mercoledì 03 agosto 2016 (parte 1)

La sveglia di oggi è stata la musichetta del netturbino, che è diventata un po’ la hit della vacanza. Il carretto del pane e quello dei gelati ne hanno una diversa, qualcuno ha addirittura la base ritmica della batteria! Nel frattempo Bandulle ci ha preparato una colazione singalese coi fiocchi, imbandendo la tavola di tante pietanze dai nomi strani, che ritroveremo spesso nelle prossime colazioni e cene. Ci sono gli hopper, i rotti, gli string hopper semplici e con il ripieno di cocco e poi la frutta: banane, papaya e ananas non mancano mai. Il tutto è accompagnato da thè o caffè. Questa colazione è bastata per riempirci fino a sera!

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Colazione singalese alla Bilin Tree House

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Insieme a Bandulle alla Bilin Tree House

Salutiamo Bandulle e proseguiamo con Prasanna verso il Forte di Galle. Lungo la Main St facciamo una tappa al Dutch Market, un edificio con un portico colonnato che ospita negozi e bancarelle di frutta e verdura, e al mercato del pesce, dove i pescatori a piedi nudi gridano la loro migliore offerta, vendendo alla gente del posto il pesce appena pescato.

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Bancarella di frutta al Dutch Market di Galle

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Mercato del pesce di Galle

Il Forte di Galle è un’antica fortezza sul mare, costruita dagli olandesi nel XVII secolo su una precedente fortezza eretta dai portoghesi. Durante il dominio olandese, Galle divenne il porto principale dello Sri Lanka, fino all’arrivo degli inglesi nel 1796. Oggi il Forte di Galle è Patrimonio dell’UNESCO e conserva molti elementi del colonialismo olandese, che, fondendosi con il paesaggio tropicale, creano un’atmosfera particolare. Gli edifici bianchi e geometrici, riconducibili allo stile occidentale, si mescolano alla vegetazione dirompente e alle case accatastate e lasciate a metà, tipiche della cultura singalese.

Prasanna ci lascia al Main Gate, da cui iniziamo il giro circolare delle mura a piedi, seguendo l’itinerario suggerito dalla Lonely Planet. Ci spostiamo in senso orario e incontriamo il Sun Bastion, dal quale si vede l’enorme campo da cricket, situato di fronte al Forte, e il Porto di Galle, al di fuori delle mura. Camminiamo su un pezzo di mura altissime (che vertigini!) e ci ricongiungiamo a Church St, dove si trovano l’Amangalla, un albergo di lusso che ospitava i funzionari olandesi, e la Dutch Reformed Church, una chiesa del XVIII secolo circondata da un piccolo cimitero, con un pavimento di lapidi in pietra e un antico organo in legno. Di fronte alla chiesa c’è un campanile del 1900 che suona in caso di tsunami. Durante lo tsunami del 2004, l’interno del Forte si è salvato, grazie alla spessa cinta di mura protettive. La vita nel Forte scorre lentamente: c’è poco traffico, la gente passeggia in tranquillità e nell’aria c’è il profumo del mare. Sembra un mondo a parte.

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Le mura del Forte di Galle

Proseguiamo in Queens St, verso l’Old Gate, che porta l’insegna della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC), e raggiungiamo il Dutch Hospital, l’ospedale dove venivano accolti i viaggiatori olandesi che si ammalavano durante la lunga traversata verso lo Sri Lanka. Oggi l’edificio ospita negozi di lusso e ristoranti. Dal cortile del Dutch Hospital si può risalire sulle mura per ammirare l’oceano e la Lighthouse Beach. Ci fermiamo per una pausa rinfrescante, perché fa veramente caldo e l’umidità è alle stelle. Nonostante il cielo sia leggermente nuvoloso, qualcuno di noi porta già i segni di una scottatura!

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Il Dutch Hospital nel Forte di Galle

Superiamo il Point Utrecht Bastion, dove si trova un faro del 1938, e arriviamo nel punto più a sud del Forte, il Flag Rock, dal quale venivano inviati i segnali alle navi per avvisarle delle rocce emergenti. Davanti a noi c’è solo l’oceano, un’infinita distesa di acqua, che ci separa dall’Antartide.

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Il Point Utrecht Bastion

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Vista del Forte di Galle dal Flag Rock

Raggiungiamo il Tempio di Sudharmalaya in Prawna St, il nostro primo tempio buddhista. Ci togliamo le scarpe, vedendone altre lasciate di fuori, ed entriamo con discrezione. Ci troviamo in un atrio con dei festoni colorati, che porta ad un cortile centrale, dal quale si accede a varie stanze. Tra queste, c’è n’è una con le pareti colorate e una grande statua di Buddha sdraiato; davanti alla statua, c’è il tavolo per le offerte di fiori e incenso, che i fedeli porgono durante le preghiere. I colori sono vivacissimi: azzurro, giallo e rosso acceso trasmettono un senso di energia e vitalità. Fuori dal tempio c’è il tipico dagoba, una struttura a forma di campana che accompagna tutti i templi buddhisti dell’isola.

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Il Tempio Sudharmalaya nel Forte di Galle

Risaliamo lungo il tratto nord-ovest delle mura e arriviamo allo Star Bastion, un tempo utilizzato come prigione, che è collegato al Moon Bastion, dove c’è la Torre dell’Orologio di epoca inglese. Qui si conclude il nostro giro della cerchia delle mura. Prima di rimetterci in viaggio, passeggiamo in Lighthouse St, dove troviamo una chiesa cattolica, la St Joseph Chapel, un stanza spoglia con le panche in legno e un altare. Nel Forte convivono quindi diverse religioni: buddhisti, cattolici, protestanti e anche mussulmani, come testimonia la bianca moschea a sud, di fronte al Point Utrecht Bastion.

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Verso lo Star Bastion nel tratto nord ovest delle mura del Forte di Galle

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Camminando nel tratto nord ovest delle mura del Forte di Galle

Sono le h13.00 e il caldo è soffocante; alla fine del giro a piedi, tutti e sei abbiamo il segno ben definito della maglietta. Non vediamo l’ora di salire in macchina con un po’ di aria condizionata! Prasanna ci attende al posteggio per ripartire verso Uda Walawe, percorrendo la costa sud.

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Il tour del Forte di Galle dura almeno 2h, passeggiando con calma, fermandosi per fare le foto e per visitare qualche edificio.
  • Altri punti di interesse nel Forte: National Museum, Archeological Museum e il National Maritime Museum.
  • Vi consiglio di portare una crema protettiva, anzi, di mettervela prima di uscire, perchè il calore del sole è intenso, anche se il cielo è grigio.
  • Nei templi buddhisti bisogna entrare sempre senza scarpe (a piedi nudi o con i calzini è indifferente), con spalle e ginocchia coperte.
  • All’interno dei templi buddhisti ricordatevi di non dare mai le spalle a Buddha. Marco è stato cazziato diverse volte nel tentativo di farsi dei selfie…

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