Il mio primo incontro con lo Sri Lanka: l’arrivo a Galle

1° GIORNO IN SRI LANKA – martedì 02 agosto 2016

E’ passato solo qualche giorno dal nostro rientro dallo Sri Lanka ed è già forte la voglia di scrivere. L’impulso irrefrenabile di ripercorrere ogni minuto di questo bellissimo viaggio, rigustandolo dall’inizio alla fine, per mettere nero su bianco la mia esperienza, ciò che ho visto e conosciuto, a disposizione di chiunque voglia un giorno partire per questa meta. In fondo ad ogni post troverete le informazioni pratiche.

Il nostro viaggio in Sri Lanka è durato due settimane, dal 1 agosto al 16 agosto 2016, un periodo di tempo giusto per visitare l’isola. Anche quest’anno siamo partiti in 6, a mio parere il numero perfetto per un viaggio di gruppo; le coppie fisse siamo io, Marco, Ricky e Jessica e per questa avventura si sono uniti anche Elisa e Davide.

Sri Lanka significa “Isola Risplendente” proprio come quel verde acceso che la riveste, ben visibile dall’alto, arrivando con l’aereo. La vegetazione è talmente intensa che a malapena si vedono le case, sommerse dalla giungla, e le palme svettano con i loro tronchi snelli, un chiaro segnale che siamo arrivati finalmente ai tropici.

Atterriamo a Colombo, la capitale dello Sri Lanka, il 2 agosto nel pomeriggio. Ad attenderci c’è Prasanna, il driver che ci accompagnerà per i prossimi tre giorni nella parte meridionale dell’isola; poi proseguiremo il nostro viaggio in autonomia con treni e bus locali. Si percepisce subito il grado di caldo e umidità: l’inizio della sudorazione è praticamente immediato! Ad agosto, infatti, nel sud-ovest dello Sri Lanka la stagione è umida, caratterizzata dalla presenza dei monsoni, mentre nel nord-est dell’isola la stagione è secca. Voglio rassicurarvi sul fatto che non abbiamo mai trovato pioggia in nessuna delle due zone, solo tanto caldo.

Usciti dall’aeroporto, carichiamo gli zaini sul pulmino e partiamo in direzione di Galle, decidendo a priori di non fermarci a Colombo. Il minivan deve districarsi in mezzo a strade trafficate, piene di auto, pullman, scooter e tuk tuk, che vanno come schegge. Il casco per andare in scooter è obbligatorio, ma possono salirci famiglie al completo! La guida è a destra, come per gli inglesi, gli ultimi coloni fino al 1948, l’anno dell’indipendenza della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka. Facciamo un pezzo di strada statale, ritrovando la tipica guida asiatica, con sorpassi da togliere il fiato e manovre calcolate al millimetro, ma, superati i primi attimi di panico, si impara a fidarsi di chi guida.

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In partenza dall’aeroporto di Colombo

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Le strade trafficate

Ai bordi delle strade ci sono bancarelle e rifiuti buttati qua e là: bucce, sacchetti e contenitori di plastica sparsi per terra. Non si vedono molti cestini per la spazzatura, mentre si vedono spesso dei roghi fumanti, dove bruciano l’immondizia. Anche qui, come in Indonesia, ritrovo quel senso di trascuratezza e mancata cura dell’ambiente, che forse caratterizza la cultura asiatica in generale e si allontana dai canoni occidentali. Questo non mi preoccupa, anzi, non voglio farmi condizionare dalle nostre abitudini e voglio tuffarmi nella vera cultura singalese, con i suoi pregi e difetti.

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Scorci nel traffico

Per raggiungere Galle proseguiamo su un tratto di autostrada, che è stata aperta quattro anni fa, ed è ampia e scorrevole: sembra quasi la A4! L’unico problema è che ha poche uscite e un solo autogrill. L’autostrada è costeggiata da fiumi (in singalese ganga), campi, palme, foreste e piantagioni di riso e caucciù, popolati da mucche e bufali. Ritroveremo spesso le mucche durante la vacanza, libere nei campi, nelle strade, in città e anche in spiaggia! Circa all’altezza di Ratnapura si coltivano le palme da cui si ricava l’olio per il sapone. La terra invece è di colore rosso.

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L’autostrada che collega Colombo a Galle

I miei compagni di viaggio dormono, mentre io ammiro il paesaggio, facendo due chiacchiere con Prasanna. Prasanna è stato 17 anni in Italia e parla un po’ di italiano. Come lui, molti sono i singalesi che hanno lavorato o hanno famigliari che lavorano in Italia, soprattutto a Colombo e dintorni. La maggior parte di loro, prima o poi, torna in Sri Lanka, dalla propria famiglia, riuscendo, in alcuni casi, a vivere di rendita. Gli italiani sono infatti benvoluti!

Da un punto di vista etnico e religioso, la popolazione dello Sri Lanka è costituita per la maggior parte da singalesi (70% circa), che sono di religione buddhista con una minoranza di cattolici, da una parte di tamil (circa il 20%), che si differenziano tra tamil del nord e tamil delle piantagioni, e sono prevalentemente hinduisti con una minoranza di mussulmani, e poi ci sono mussulmani di altra origine. La religione prevalente è quindi il buddhismo, che in molti casi si fonde ad elementi hinduisti. I cattolici sono invece concentrati nella parte ovest del paese, tra Colombo e Negombo, che significa appunto “Piccola Roma”.

Dopo circa h2.30 di viaggio arriviamo a Galle ed è già buio: in Sri Lanka ad agosto il sole tramonta alle h18.30. Alloggiamo alla Bilin Tree House, situata a 2 Km dal Forte di Galle, e ad accoglierci c’è Bandulle, il domestico, un ometto basso, magro e scalzo. La guesthouse è pulita e arredata in stile singalese, con i mobili in legno e i letti con la zanzariera. All’ingresso c’è una veranda che si affaccia su un giardino tropicale con palme da cocco, un albero di mango e l’albero di bilin, da cui prende il nome la casa. Sistemiamo velocemente i bagagli, facciamo un brindisi col drink di benvenuto all’anguria e andiamo a cena all’interno del Forte. Avevo letto che di sera il Forte è carino, ma in realtà mi sembra deserto, forse perché è tardi. Il posto della cena si chiama Ubesiri & Co. Gems & Jewellery e, come prima cena, ci teniamo leggeri: pesce alla griglia. Non si magia male, ma sicuramente a Galle si trovano posti più caratteristici. In generale, i driver tendono a portare gli ospiti nei posti più turistici per non sbagliare, quindi, se desiderate stare tra la gente del posto, dovete specificarlo.

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L’interno della Bilin Tree House

Trascorriamo un po’ di tempo nella veranda. Nell’aria si respira l’entusiasmo dell’arrivo, l’emozione di quando realizzi che sei davvero nel posto da tempo atteso e immaginato. Bandulle prende confidenza e ci mostra le piante del giardino: ci fa assaggiare il bilin fruit, verde e aspro, poi prende una noce di cocco e la apre per farci assaporare il succo, lasciandoci il cocco da mangiare. Ci spiega che il guscio della noce è utilizzato per raccogliere l’acqua per lavare i bambini e per fare utensili da cucina, come i mestoli; mentre con la paglia del cocco si fanno spazzole e zerbini. Infine, ci porta del thè con zucchero e zenzero: potevamo forse desiderare un’accoglienza migliore? Andiamo a letto coccolati e piacevolmente colpiti dall’ospitalità di Bandulle, che presto scopriremo essere una caratteristica di tutti i singalesi. Nel mio primo incontro con lo Sri Lanka è scoccata la scintilla.

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Bandulle che rompe una noce di cocco

INFORMAZIONI PRATICHE:

  • Visto ETA: per poter entrare in Sri Lanka è necessario procurarsi il visto ETA valido 30 giorni dalla data di ingresso nel paese, disponibile on-line al sito http://www.eta.gov.lk al costo di 35,00$.
  • Assicurazione di viaggio: Coverwise tutto incluso con copertura di 17gg al costo di 70,00 euro/persona.

  • Fuso orario: lo Sri Lanka è a +3.30h rispetto all’Italia nell’orario legale.
  • Volo Ethiad: andata l’01/08/2016 con 1 scalo ad Abu Dhabi (h22.10-06.15/h09.00-15.10+1gg); ritorno il 16/08/2016 con 2 scali ad Abu Dhabi e Belgrado (h19.50-23.00/h02.00-05.45/h07.10-08.55+1gg). Costo A/R di 690,00 euro.

  • Moneta locale: la moneta dello Sri Lanka è la Rupia dello Sri Lanka (tasso di cambio indicativo: 1,oo euro = 162,00 Rs).
  • Lingua: le lingue parlate in Sri Lanka sono il singalese e, nella popolazione tamil, la lingua tamil. Inoltre, buona parte della popolazione parla inglese, sia per motivi storici, legati all’epoca coloniale, sia per il numero crescente di turisti. Nei dintorni di Colombo, non è difficile incontrare singalesi che parlano anche l’italiano.
  • Driver: abbiamo contattato dall’Italia Amitha De Silva tramite facebook, suggerito da una conoscente, che ci ha affidati al suo collaboratore Prasanna. Il costo per 3 giorni per 6 persone è stato di 263,00 euro, inclusivo di driver, minivan, alloggi per il driver, benzina, posteggi e casello. In generale, è stato difficoltoso trovare un driver dall’Italia. Ne abbiamo contattati parecchi, tra quelli trovati in rete e quelli suggeriti da conoscenti, ma molti erano disponibili ad accompagnarci solo per l’intero tour di 15 giorni e qualcuno non ha neanche risposto o ha risposto con tempi molto lunghi, per cui era difficile poter concordare un itinerario. Vi consiglio di muovervi per tempo se volete cercarlo già dall’Italia e valutare più proposte di preventivi. Con Prasanna ci siamo trovati molto bene, quindi ve lo consiglio.

  • Alloggio a Galle: abbiamo alloggiato alla Bilin Tree House, prenotando tre camere doppie, di cui una con bagno privato e due con un bagno in comune, e occupando interamente la casa. Il costo per 1 notte per 6 persone è stato di 129,00 euro in totale. La colazione si può richiedere, pagando un extra. Il pagamento richiesto è sempre in contanti, non abbiamo quasi mai potuto pagare con la carta di credito, quindi regolatevi sui prelievi.

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