Da Pemuteran a Ubud: Montagne Centrali, Pura Ulun Danu Beratan e Jatiluwih

3° GIORNO A BALI – lunedì 10 agosto 2015

Alle h09,00 in punto arriva il pullmino di Nyoman, il driver che ci accompagnerà in giro per l’isola nei prossimi giorni. Nyoman lavora per Panji, la persona che abbiamo contattato dall’Italia tramite tripadvisor e che potete trovare direttamente al sito http://www.balisafestdriver.com. Abbiamo concordato via mail l’itinerario e gli orari delle quattro giornate e ci ha lasciato il suo numero di cellulare, scrivendoci di tanto in tanto su whatsapp, per sapere come stava andando il nostro soggiorno. Il costo del driver per quattro giorni è stato di 4.000.000 Rp per 6 persone, inclusivo di pullmino da 13 posti, parcheggi e guida parlante inglese. In realtà per i primi due giorni abbiamo avuto Nyoman e poi è arrivato Wayan di Bali Santika Driver. Per noi non è cambiato nulla in termini di costi, nel senso che abbiamo pagato metà dell’importo a uno e metà all’altro, e il nostro riferimento è sempre rimasto Panji. Probabilmente i driver privati si aiutano tra di loro, considerando l’elevato numero di richieste. In ogni caso, entrambi si sono dimostrati disponibili e preparati sul posto, arricchendo di note storiche e culturali il nostro tour. Resta sempre l’eccessivo riguardo verso i turisti: ovviamente essere coccolati fa piacere, ma a volte ci è sembrata una forzatura finalizzata ad ottenere una recensione positiva!

Apro una breve parentesi sui nomi balinesi: tutti i primi figli si chiamano Wayan, i secondi Made, i terzi Nyoman e i quarti Ketut, femmine o maschi che siano. Al quinto, si ricomincia. Ecco perché vi sembrerà di sentire chiamare tutti allo stesso modo!

20150810_110811Salutiamo Komang e lasciamo Pemuteran, del quale conservo un ricordo molto rilassante. Consiglio a chiunque vada a Bali di trascorrere un paio di giorni qui per rigenerarsi. Percorriamo un tratto della costa a nord dell’isola e ci addentriamo verso le Montagne Centrali in direzione di Ubud. La strada inizia a salire e le risaie e le palme si alternano alla rigogliosa foresta tropicale che ricopre i pendii. Il pullmino si inerpica sui tornanti e a volte lo sforzo del motore è così intenso che mi chiedo se ce la faccia! La strada stretta a due corsie attraversa piccoli villaggi, passando in una zona dove si coltivano i chiodi di garofano, fino alle cascate di Munduk, situate a 2 Km dall’omonimo villaggio. Per raggiungere le cascate percorriamo un breve sentiero a piedi di circa 15 minuti, immerso nella foresta. Resto colpita dai colori dei fiori e dalle dimensioni delle piante, che hanno foglie enormi se paragonate alle specie di origine mediterranea. Una vera esplosione della natura! Le cascate cadono da una parete di 15 metri verso uno spiazzo naturale che consente di avvicinarsi al getto d’acqua. Il getto principale non ha una portata elevata, probabilmente perché siamo nella stagione secca. Se siete di strada fermatevi, ma non consiglio di venirci appositamente.

Proseguiamo lungo la strada panoramica che attraversa le montagne, costeggiando due laghi gemelli di origine vulcanica, il Danau Buyan e il Danau Tamblingan. Ci fermiamo su una terrazza pericolante per ammirare i laghi dall’alto, anche se c’è un po’ di foschia. Prima di ripartire, facciamo una tappa al bagno: non vi ho ancora parlato dei bagni “pubblici” indonesiani. Nella maggior parte dei casi c’è la turca e un secchio pieno d’acqua con un mestolo. Dopo aver usufruito del bagno, si getta l’acqua sul pavimento per tenere pulito l’ambiente, bagnandosi probabilmente anche le scarpe! Nei casi più fortunati, c’è un water con l’immancabile doccino, che serve per pulirsi.

20150810_130844Iniziamo a scendere verso il centro dell’isola, passando per un tratto di strada popolato da scimmie, e ci fermiamo al Pura Ulun Danu Beratan, uno dei templi più importanti di Bali e un “tempio dell’acqua”, situato sulle rive del lago Beratan. Il tempio è infatti dedicato alla dea dell’acqua Dewi Danu per favorire la presenza di acqua nel territorio circostante. Il tempio si articola in diverse zone con padiglioni, santuari e i famosi meru, le torri con i tetti in paglia, di cui una a 11 tetti, il tutto incorniciato da un curatissimo giardino. Sulla riva del lago è possibile anche noleggiare una barca. Nel complesso ci sono molti turisti e questo è uno dei problemi di Bali, cioè che tutti i luoghi sacri sono in realtà invasi dai turisti, perdendo un po’ della loro spiritualità. In ogni caso, i balinesi non si fanno problemi: le parti del tempio in cui è in corso una cerimonia non sono accessibili. Il costo dell’ingresso al tempio è di 30.000 Rp/persona e non serve indossare il sarong.

20150810_135939Andiamo a pranzo nella vicina cittadina di Candikuning nota per il grande mercato, che propone di tutto: sarong, oggetti in legno, souvenir e anche cibo, come spezie, frutta e verdura. Pare che le fragole siano un frutto tipico di queste zone. Nei mercati i venditori cercano in tutti i modi di attirare l’attenzione dei turisti e appena ci si avvicina ad una bancarella, si catapultano per proporre i loro articoli. Se non siete interessati, potete defilarvi abbastanza facilmente, se siete interessati parte la contrattazione, un passaggio naturale (e anche divertente) per l’acquisto di qualsiasi cosa. I venditori sono disponibili a contrattare e, consapevoli di partire da un prezzo più alto del valore dell’articolo, si aspettano una controproposta.

20150810_162008Come ultima tappa, prima dell’arrivo a Ubud, andiamo in uno dei posti più belli della terra: le risaie di Jatiluwih. Le risaie si estendono per oltre 18 km lungo una strada serpeggiante e sono disposte su terrazzamenti, creando un disegno naturale di una bellezza unica. Non c’è da stupirsi che siano patrimonio dell’UNESCO. Nyoman parcheggia e passeggiamo in totale libertà nei sentieri tra i terrazzamenti, completamente avvolti dalla natura, incontrando qualche contadino al lavoro. Per entrare nelle risaie bisogna fare un biglietto di 20.000 Rp/persona.

Arriviamo verso le h19.00 al Bliss Ubud Spa&Bungalow, il nostro albergo, un po’ più sofisticato dei precedenti, con bungalow immersi nelle risaie, una piscina e la spa. Le camere sono essenziali, ma pulite e con un letto matrimoniale dotato di zanzariera; la colazione è inclusa per un costo di 25 euro/notte a persona. Non manca il geco sul muro!

Per cena andiamo in un posto molto chic lungo la strada per Ubud. Nel tragitto a piedi incontriamo dei cani randagi, come spesso succede a Bali, che abbaiano verso di noi, ma basta ignorarli per farli tacere. Infine, per chiudere la serata in bellezza, Marco non trova più il passaporto. Non vi dico l’ansia, ma ancora di più l’ira quando lo ritrova nel posto più ovvio: il suo zaino. Nel frattempo Ricky dà i primi segnali di malessere: sarà forse la prossima vittima?

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