L’arrivo a Pemuteran

1° GIORNO A BALI – sabato 8 agosto 2015

20150808_124720La nave partita da Java verso le h14.00 attracca nel porto di Gilimanuk, sull’isola di Bali, dopo circa un’ora di navigazione. Finalmente ci siamo, siamo a Bali. Attraversiamo il ponte scricchiolante e andiamo verso l’uscita del porto, accerchiati da tassisti insistenti che vogliono a tutti i costi darci un passaggio. Si percepisce subito la differenza rispetto a Java, dove il turismo non è ancora esploso. I balinesi, consapevoli della fama di Bali, sembrano attendere con i dollari negli occhi il turista incantato. I traghetti da Ketapang (Java) a Gilimanuk partono ogni 30 minuti e il costo del biglietto è di 7,500 Rp. Per vostra informazione, il fuso orario a Bali è +6h rispetto all’Italia e +1h rispetto a Java, quindi mandiamo avanti gli orologi!

Seminati i tassisti, andiamo verso gli autobus locali, situati a destra dell’uscita, per prendere quello diretto a Singaraja. La nostra fermata è Pemuteran. L’autista insiste, con una certa fretta, perché paghiamo velocemente il biglietto al costo di 30,000 Rp/persona. Per caso Marco chiede a qualche turista già seduto quanto abbia pagato e scopriamo che il costo del biglietto è di 25,000 Rp! Di nuovo si conferma l’idea che le persone del posto cerchino spesso l’occasione per spillare qualche rupia ai turisti. Ovviamente anche noi paghiamo il biglietto 25,000 Rp.

Il viaggio in bus fino a Pemuteran dura circa 1h ed è una delle esperienze più divertenti! Il bus è vecchio e manca la porta dietro, non c’è posto per tutti e ad ogni fermata non sappiamo più dove incastrare le persone, che si siedono tra zaini e sedili! Qualcuno rimane aggrappato al pullman, restando in piedi sui gradini della porta mancante! Intanto, dalla mia postazione precaria sulla punta di un sedile, guardo il paesaggio: nei villaggi ogni casa ha un tempio e spesso nei templi o per terra, davanti alle case, ci sono piccoli cesti di fiori, riso e incenso. Ai lati delle strade ci sono dei pali decorativi, in occasione della festa nazionale, e poi ci sono le mucche, legate agli alberi o libere nei prati. A Bali la religione prevalente è l’hinduismo, uno vero e proprio stile vita per i balinesi e ciò che rende unica quest’isola. Ad esempio, i piccoli cesti di fiori, riso e incenso rappresentano l’offerta che i balinesi fanno nelle tre preghiere quotidiane.

20150809_134247Verso le h17,00 arriviamo a Pemuteran, nel nord di Bali. A piedi raggiungiamo il nostro alloggio, la Trijaya Guest House Pemuteran, situato lungo la strada principale. Ad attenderci c’è Komang, il proprietario, che ci dà il benvenuto con un tè al riso rosso, un riso pregiato coltivato nelle risaie di Jatiluwih. Ci sistemiamo nei bugalow, avvolti da un bellissimo giardino tropicale, dove non mancano mai un tempio e le statue degli dei hinduisti, in particolare quella di Ganesh, il figlio di Shiva. L’accoglienza e la cura dei dettagli confermano l’attenzione verso il turista. Le camere sono pulite e ordinate, hanno il bagno all’aperto con la doccia a cascata, molto caratteristico, ma con l’unica pecca di avere solo l’acqua fredda. Usufruiamo anche della lavanderia e i vestiti ci tornano indietro perfettamente piegati e profumati. Il costo a notte con colazione è di 20,00 euro/persona. Nelle camere non siamo soli…ogni tanto compare qualche simpatico geco a farci compagnia, ci farete l’abitudine!

20150809_155651ll nord di Bali ha un’atmosfera molto più rilassata rispetto alle gettonatissime Ubud e Kuta. Pemuteran è un tranquillo villaggio situato lungo la strada statale che percorre il nord dell’isola fino alle più note località di Lovina e Singaraja. Ci sono case, locali, guesthouse e una bella spiaggia di sabbia nera vulcanica, su cui si affacciano diversi resort. Il mare è balneabile, ma non è cristallino e non è sempre calmo. Da Pamuteran si può raggiungere l’isola di Pulau Menjangan, nel Parco Nazionale di Bali Barat, per fare snorkeling sulla barriera corallina.

Per il resto del pomeriggio ci rilassiamo, facendoci coccolare dalla bellezza del posto. Dopo due giorni di levatacce e scarpinate, tra albe e vulcani, un po’ di comfort ci mancava. Per cena andiamo in un ristorante molto raffinato, suggerito da Komang, dove assaggiamo l’arak balinese, un liquore derivato da riso e latte di palma, e ceniamo a base di pesce. Nonostante la cena sia leggera, il mio senso di costipazione peggiora…mi sa che la prossima vittima sarò io!

About the Author

Viaggiconme
Author with 69 posts
More about Viaggiconme

Mi chiamo Silvia e amo viaggiare. Dopo tanti bellissimi viaggi fai da te, è diventata sempre più forte la mia voglia di condividere la ricchezza e l'esperienza che ogni viaggio mi regala: nasce così ViaggiConMe. ViaggiConMe condivide tutto ciò che un viaggio può ispirare: racconti, immagini, riflessioni, emozioni, citazioni, notizie, consigli e soprattutto la voglia di andare.

Related Articles

Leave a Comment

About me

I prossimi viaggi

Agosto 2017 - Perù