Little Italy, SoHo, Chinatown e Ponte di Brooklyn

Little ItalyDopo l’Essex Street Market, percorriamo Grand Street per raggiungere ciò che rimane di Little Italy. Fino agli anni ’50 il quartiere italiano più popolare della città ospitava migliaia di italoamericani, ma nel tempo è stato inglobato dalla vicina Chinatown, riducendosi a poche vie. Camminando in Grand Street incontriamo molte insegne, negozi e bancarelle cinesi, che si interrompono solo per un breve tratto, lasciando spazio ai ristoranti italiani di Mulberry Street, il cuore pulsante di Little Italy. Qui troviamo nomi storici del sud Italia, come il famoso “Positano” o “Da Gennaro”, e penso che da qui sia nata la visione stereotipata dell’italiano: pasta, pizza e cornetto anti-iella, che, nonostante sia passato ormai mezzo secolo, è ancora viva nell’immaginario americano! Mettiamoci dunque il cuore in pace, perchè tanto non cambieranno mai idea e resteranno sempre legati a quel folklore italiano, che infondo a loro manca.

SohoSfiliamo orgogliosi nella nostra piccola Italia fino a Canal Street per addentrarci nel confinante quartiere di SoHo. SoHo significa “South of Houston” ed è noto per gli edifici in ghisa di fine ‘800, per i negozi, le boutique e le gallerie d’arte. Greene Street è la via maggiormente popolata da edifici in ghisa e tra questi spiccano il “Il Re di Greene Street”, al civico 72-76, e “La Regina”, al civico 28-30. Tra un gioiello architettonico e l’altro, entriamo in qualche negozio alla ricerca di regalini newyorkesi e il vincitore è sicuramente quello della Crocs, da cui esco con ben due paia di infradito comodissime! Facciamo anche una scappata in una piccola galleria d’arte, prima di raggiungere un altro storico edificio in ghisa, il Singer Building, lungo Broadway, un tempo sede della fabbrica di macchine da cucire Singer.

ChinatownCi concediamo una pausa per il thè, che poco serve ad alleviare la fatica di tutti questi km fatti a piedi, che si ripresenta appena ci alziamo per andare nella vicina Chinatown. Come dicevo, il quartiere cinese è in realtà poco delineato e si espande nei quartieri vicini senza confini con ristoranti cinesi, negozi pieni di cianfrusaglie e bancarelle alimentari. Nonostante la continua crescita, Chinatown mantiene i suoi punti fermi, come il piccolo Columbus Park, dove i gruppi di cinesi si ritrovano seduti ai tavoli per giocare a carte o a mahjong, il Bloody Angle in Doyers Street, una strada nota per le sparatorie avvenute all’inizio del 1900 tra le gangs cinesi, e alcuni templi buddisti.

Sono già le h19.30 e manca poco al tramonto, che vogliamo assolutamente ammirare dal Ponte di Brooklyn. Il Ponte di Brooklyn, che collega Manhattan a Brooklyn, è stato ultimato nel 1883 e presenta una struttura nuova per l’epoca di costruzione con travi e cavi di acciaio. Ai lati del ponte due arcate gotiche danno accesso alla campata centrale lunga circa 480 m, da cui si può ammirare un bellissimo panorama su Manhattan e Brooklyn.

Ponte di BrooklynCi incamminiamo di fretta verso il Ponte di Brooklyn, passando attraverso il Civic Center, dove incontriamo la New York County Courthouse del 1926 e la United States Courthouse del 1933, fermandoci giusto il tempo per fare qualche foto. Spinti dall’ansia di perdere le immagini migliori, continuiamo a tutta velocità fino a Centre Street, da cui parte la Brooklyn Bridge Promenade, che conduce alla scricchiolante passerella pedonale in legno, che percorre il ponte centralmente, restando al di sopra del passaggio per le auto. Finalmente possiamo riprendere un attimo il fiato e raggiungere il centro del ponte, schivando pedoni e ciclisti, per goderci in tutta calma lo spettacolo del tramonto. Restiamo infatti più di un’ora sul ponte per immortalare tutte le sfumature di rosa riflesse sulle pareti a specchio dei grattacieli di Lower Manhattan, distogliendo la nostra attenzione dalla meno appariscente Brooklyn sull’altra sponda, che raggiungiamo quando è ormai buio.

Ci piacerebbe poter vedere qualcosa anche di Brooklyn, ma la stanchezza vince su tutto, perciò fermiamo un taxi, che di nuovo ci consente di salire in 5, e torniamo verso Time Square. Il taxi passa sul Manhattan Bridge permettendoci di ammirare ancora una volta il Ponte di Brooklyn illuminato. Ci facciamo lasciare nei pressi di Time Square con l’idea di andare a mangiare al ristorante coreano Danji sulla 52nd Street, ma è chiuso. Dopo un attimo di sconforto, considerando l’ora e la stanchezza in continuo aumento, ripieghiamo sul TGI Fridays all’angolo tra la 50th Street e la 7th Ave. Visto che è l’ultima sera a New York, ne approfittiamo per comprare qualche altro souvenir nei negozi di Time Square, gustando ancora per un po’ la magia delle luci.

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