Harlem e Lower East Side (LES)

4° GIORNO A NEW YORK – domenica 01 giugno 2014

La mattina dell’1 giugno è dedicata al quartiere di Harlem e, visto che è domenica, anche alla ricerca di una messa gospel.

DSCN1176Prendiamo la metropolitana fino alla fermata 135th St (A,B,C). Durante il tragitto mi colpisce la pubblicità di un sito per “prenotare” la donna delle pulizie, una sorta di tripadvisor delle domestiche con tanto di recensioni! Questo riflette l’indiscussa capacità degli americani di rendersi sempre precursori di nuovi business. Ho scoperto che anche in Italia ci sono siti simili, ma forse non siamo ancora pronti, siamo più diffidenti e legati al tradizionale passaparola.

Le sorprese continuano: sempre sulla metro iniziamo a chiacchierare con una ragazza americana che vive a New York ed è appassionata di cucina molisana, perché suo papà è originario del Molise. Non ci crederete, ma anch’io ho origini molisane e poter parlare di “cavatelli” con una newyorkese non ha prezzo!

Arriviamo finalmente ad Harlem, il quartiere abitato dagli afro-americani, come quelli dei film alla Whoopi Goldberg, ed è proprio l’immagine di “Sister Act” che ci ha portati qui, ansiosi di sentire il calore delle “voci nere”.

Ci dirigiamo all’Abyssinian Baptist Church, credendo di poter assistere alla messa gospel delle h11.00, senza pensare al fatto che, essendo citata su tutte le guide proprio per la sua messa gospel, la coda per entrare è lunga quasi tutto l’isolato! Ovviamente non ci mettiamo in fila, anche perché con tutta questa gente si perderebbe la parte spirituale della messa e sarebbe come andare piuttosto ad un concerto. Decidiamo di spostarci nei dintorni, dove ci saranno sicuramente altre chiese battiste.

Ci fermiamo sulla 134th St, davanti alla St Philip’s Episcopal Church, che dovrebbe aprire a breve per la messa. Mentre siamo in attesa, vediamo alcune persone che entrano in una casa sull’altro lato della strada e chiediamo loro conferma di essere nel posto giusto per una messa gospel. Come temevo, ci dicono che qui non fanno gospel, ma ci invitano ad entrare nella casa di fronte.

20140601_111525In realtà, all’interno la casa è una chiesa con vetrate policrome, panche e ambone. Ci danno le palette per farci aria con la foto di Martin Luther King e ci offrono delle bottigliette d’acqua. Ci ritroviamo così ad essere i benvenuti ad una messa battista. Cerchiamo di seguire il rito dal foglietto e non mancano i canti gospel, intonati dalle donne anziane sedute sulle panche.  Non c’è più bisogno di un vero coro gospel, tutte queste donne hanno una voce calda, per nulla sbiadita nonostante l’età, una voce che tocca l’anima, un dono divino. Nel loro sangue scorrono innati il ritmo e la musicalità e ci coinvolgono nei canti col battito di mani, proprio come succede negli spettacoli corali. Questa è una delle esperienze più belle dei miei viaggi, capitata per caso, forse smentendo la mia smania di voler programmare sempre tutto.

IMG_1172Finita la messa, riprendiamo la metro per andare nel quartiere di Lower East Side, che nei secoli scorsi ha ospitato molti immigrati, come ebrei, italiani e cinesi, i quali hanno formato piccole comunità, ciascuna con la propria lingua e le proprie tradizioni. Pranziamo da Katz’s Delicatessen, un’antica gastronomia del 1888, dove si può mangiare il pastrami, un piatto tipico della cucina ebraica, e dove è stata girata una scena del film “Harry ti presento Sally”. Il posto è pieno di gente, ma non ci facciamo scoraggiare; bisogna ordinare e ritirare al bancone il proprio piatto e per fortuna il servizio è rapido. Ci sediamo esattamente sotto il cartello che ci augura di provare la stessa, piacevole esperienza di Sally…! In effetti il pastrami è buono ed è senza dubbio un posto storico da non perdere.

DSCN1213Dopo pranzo andiamo in Orchard Street, dove per anni i commercianti ebrei hanno esposto le loro merci e dove oggi, di domenica mattina, si svolge un vivace mercato all’aperto. Passeggiamo tra le ultime bancarelle, i negozi e i locali fino ad un piccolo negozietto di dolciumi, l’Economy Candy, in Ravington Street, a conduzione familiare dal 1937, in cui facciamo scorta di dolcetti e caramelle!

Proseguiamo con una tappa all’Essex Street Market, un mercato coperto del 1938, dove si possono trovare merci e alimenti di vario tipo. Una tappa che sarebbe poco degna di nota, se non ci regalasse un altro piacevole incontro: un’anziana signora italiana, di Reggio Emilia, inizia a chiacchierare con noi e ci racconta la storia che l’ha portata fino a qui. Non ci crederete se vi dico che oltre alle origini molisane, ho anche origini emiliane! Che dire…New York inizia ad essermi familiare e, a proposito di Italia, nel prossimo post andiamo a Little Italy.

 

 

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