Midtown: Times Square, Bryant Park, Grand Central Terminal, Rockefeller Center

New York è nei pensieri di tutti. Tutti sognano di poter andare, prima o poi, nella Grande Mela e di vedere con i propri occhi quei luoghi da film, che la rendono la città più popolare del mondo. E, ad ogni angolo, il grandioso incontro tra film e realtà non vi lascerà delusi, anzi, imparerete presto che New York è molto di più.

Innanzitutto, New York è una città cosmopolita, che affonda le sue radici nel recente passato, di cui Ellis Island, porta d’accesso al Nuovo Mondo per migliaia di immigrati fino agli anni ’50, ne è la principale testimonianza. A New York, quindi, ce n’è davvero per tutti i gusti! Pur essendo una metropoli relativamente giovane e non potendo vantare il ricco passato di molte capitali europee, ha saputo affermarsi in fretta sulla scena mondiale. Qual è il suo segreto? New York è una città in continuo movimento. Si evolve rapidamente, si adatta alle tendenze e, sotto lo sguardo di Lady Liberty, si rinnova instancabilmente, restando sempre un passo avanti.

Nonostante si muova alla svelta, la frenesia non la fa da padrona, e anche a New York esistono posti dove tutto si ferma. Piccoli angoli di pace, ritagliati tra altissimi grattacieli e magicamente isolati dal traffico cittadino. Infine, New York non è fatta solo di grattacieli o di immensi negozi. Il famoso skyline di Manhattan nasconde dietro di sé tanti quartieri dove dominano i walk-up, con la tipica scala antincendio a vista, e le caratteristiche townhouse, tra boutique, botteghe e mercati.

Dunque, questa città meravigliosa ha veramente tante sfaccettature, che spero possiate cogliere, almeno in parte, nel racconto del nostro itinerario di 5 giorni a New York (dal 29/05/2014 al 02/06/2014). In questo e nei prossimi post mi addentrerò nei diversi quartieri di Manhattan, dove abbiamo concentrato la nostra visita. New York è infatti formata da cinque distretti: il Bronx, il Queens, Brooklyn, Staten Island e Manhattan. Quest’ultimo è il cuore pulsante della città e ospita la maggior parte delle attrazioni.

1° GIORNO A NEW YORK – giovedì 29 maggio 2014

Il 29 maggio 2014 partiamo in 5 alla volta di New York da Milano Malpensa, arrivando presso il Terminal C del Newark Liberty International Airport (h10.20-13.35), con un volo diretto della compagnia United.

Per raggiungere Manhattan prendiamo il bus della Newark National Express alle fermate 5 e 6 fuori dal Terminal C. La durata del viaggio è di circa 50 minuti e il costo per la tratta è di 16,00$. Per info sul Newark Liberty Express: http://www.coachusa.com/olympia/ss.newarkairport.asp. Scendiamo alla fermata Port Authority Bus Terminal, esattamente davanti all’albergo in cui alloggiamo, nella Midtown.

Il nostro albergo è il Four Points by Sheraton Midtown in 326 West 40th Street, vicino a Times Square. Il costo a persona in camera doppia per 4 notti senza colazione è di 460,00 euro. Purtroppo gli alberghi di media categoria in questa zona non sono economici e, nella maggior parte dei casi, non hanno la colazione inclusa. Restando solo 5 giorni, abbiamo privilegiato la comodità negli spostamenti, scegliendo di stare in una zona centrale. La struttura è nuova, con camere spaziose e pulite. Il letto matrimoniale è enorme, potrebbero starci comodamente in quattro!

La nostra camera è al 19° piano, che l’ascensore raggiunge in pochi secondi. Sento un lieve senso di vertigine al pensiero di dormire così in alto, ma, guardando fuori dalla finestra, non riesco neppure a vedere la strada. Gli edifici si innalzano stretti intorno a noi e mi sembra di essere solo al quarto piano!

DSC08921Alle h16.30 siamo finalmente pronti per conoscere la Midtown, quella dei film.

Per questa giornata ci spostiamo a piedi in direzione di Times Square. Percorriamo la 42nd Street, nel Theater District, e i nostri sguardi vengono subito investiti dai grattacieli e dalla miscela di pannelli pubblicitari e insegne luminose di negozi e teatri. Nelle strade trafficate, il giallo dei taxi punteggia la coltre di auto grigie e i marciapiedi sono stracolmi di gente indaffarata, che cammina con determinazione e non si sposta, dandomi piuttosto qualche spallata. E’ praticamente impossibile riuscire a camminare uno di fianco all’altro, perché bisogna concentrarsi a schivare le persone! Un vero, elettrizzante caos.

Foto 2Arriviamo in Times Square, all’incrocio tra Broadway e la 7th Ave, dove culminano i cartelloni pubblicitari e i pannelli luminosi, tappezzando gli edifici a regola d’arte. Nella piazza ci sono poi dei pacchianissimi personaggi travestiti da Statua della Libertà e da Supereroi, che aspettano di spillare qualche dollaro ai turisti in cambio di una foto. La piazza prende il nome dal giornale New York Times, che agli inizi del 1900 trasferì qui la sua sede. La sede del giornale è stata però spostata nel 2007 nel New York Times Building, progettato da Renzo Piano, sulla 8th Ave. Nella piazza si trova il Paramount Building, dove un tempo si veniva ad ascoltare la musica dal vivo di artisti come Frank Sinatra, e che oggi ospita l’Hard Rock Cafè. Inoltre, se siete interessati a vedere qualche spettacolo nei teatri di Broadway, nella piazza si trova anche il TKTS dove ci si può mettere in coda per avere biglietti scontati.

Foto 5Proseguiamo verso il Bryant Park, un angolo di pace nel caos della Midtwon, dove le persone si rilassano sdraiate sul prato o sedute ai tavolini. I tavolini possono essere quelli di un caffè oppure quelli sparsi per il parco, alcuni dotati anche della colonnina per ricaricare il cellulare. Tra gli anni ’60-’80 il parco era occupato da spacciatori e veniva chiamato “Needle Park”, cioè Parco degli Aghi. Oggi è un punto di ritrovo, non solo per la tranquillità, ma anche per la lista di eventi che offre, come i concerti e le proiezioni di film nel periodo estivo. Per maggiori info: http://www.bryantpark.org. Vicino al parco si trova la New York Public Library costruita nel 1911, che conserva una copia della Dichiarazione dell’Indipendenza di Thomas Jefferson.

Arriviamo al Grand Central Terminal, la grande stazione ferroviaria costruita nel 1913, dove sembra davvero che il tempo si sia fermato agli anni ’20 per via dei marmi, dei lampadari e delle rifiniture in legno. Entrando si trova il grande atrio col soffitto a volta decorato con costellazioni, in cui c’è il chiosco delle informazioni, sormontato da un orologio a quattro quadranti, e la vicina Vanderbilt Hall, in memoria dell’omonimo fondatore della stazione. Non manca la grande bandiera americana, esibita con orgoglio. Per andare al piano di sotto si passa dalla Whispering Gallery, dove posizionandosi ai due lati opposti della volta e parlando, ci si può sentire come a pochi centimetri di distanza. Al piano di sotto, che conduce verso i binari, si incontrano numerosi calzolai, caffè e ristoranti: da notare il ristorante Grand Central Oyster Bar con il soffitto di piastrelle gialle. E’ possibile fare un audio tour o prendere parte ad un tour guidato, e per maggiori info: http://www.grandcentralterminal.com/info/tours.

DSC08950Uscendo dalla stazione, in lontananza, vediamo il famoso Chrysler Building, un altro simbolo della città, che svetta con i suoi 77 piani di altezza. Ci dirigiamo verso il Diamond Row, il tratto di 47th Street tra la 5th Ave e la 6th Ave, che accoglie le vetrine luccicanti delle gioiellerie di molti commercianti ebrei. Questa via nacque negli anni ’30, quando molti tagliatori di diamanti ebrei si trasferirono qui dall’Europa.

Dopo una cena veloce in un “Pret a manger”, andiamo alla nostra tappa finale, una delle più belle in assoluto: il Top of The Rock. Prima di salire, giriamo per il Rockefeller Center, un complesso di 19 edifici eretti tra gli anni ’30-‘70, raggiungendo così la Rockefeller Plaza. Qui, dove oggi ci sono i tavolini da caffè, nel periodo natalizio, c’è la famosa pista di pattinaggio sul ghiaccio, sormontata dalla statua di Prometeo. C’è anche un grandissimo negozio della lego con incredibili sculture!

Il Top of The Rock si trova nel GE Building, che ospita anche la sede della NBC. Per salire ai punti panoramici abbiamo acquistato i biglietti sul sito http://www.topoftherocknyc.com al costo di 29,00$ a persona. Si deve scegliere l’orario per l’ingresso e noi abbiamo scelto di salire poco prima del tramonto (h19.35-19.50), in modo da vedere il sole tramontare e le luci accendersi. Lo consiglio vivamente! Il Top of The Rock ha tre punti panoramici, che sono ai piani 67°, 69° e 70°, e nella visita è possibile salire su tutti e tre.

Foto 16Passati i controlli al metal detector, prendiamo l’ascensore che corre velocemente fino al piano 67°. Non sono ancora andata sulla terrazza, ma ho già le vertigini. Pian piano mi tranquillizzo, incoraggiata anche dal fatto che ci sia tanta gente, ed esco.

Tutta New York è davanti a me. Percorro il perimetro delle terrazze, protette da alte vetrate, e riesco a vedere la città a 360 gradi: uno spettacolo che toglie il fiato. In questo preciso istante realizzo di essere veramente qui, a New York. Cerco di catturare più immagini possibili con gli occhi (e con la macchina fotografica!), mentre le luci dei grattacieli si accendono e cala il buio.

Dopo circa 1.30h scendiamo e rientriamo in albergo con un taxi, anche perché il fuso orario inizia a farsi sentire. I taxi si fermano per strada, facendo un cenno con la mano, e vi garantisco che non è un’impresa semplice! Superato l’imbarazzo, ci vogliono diversi tentativi per fermare il nostro taxi, che gentilmente ci riporta tutti e cinque in albergo, rischiando pure la multa!! Impariamo subito che qui bisogna lasciare la mancia e se per sbaglio non la dai (perché in effetti noi non siamo abituati), te la chiedono loro.

Faccio giusto in tempo a mettermi il pigiama e crollo in un sonno profondo, pensando che non avremmo potuto iniziare questi giorni in un modo migliore!

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