Da Yogyakarta a Malang

Il 5 agosto 2015 visitiamo i Templi di Prambanan e il quartiere Kota Gede di Yogyakarta, trascorrendo la notte in treno per raggiungere la cittadina di Malang.

Aperti a tutte le esperienze, decidiamo di andare ai templi, situati a 17 Km da Yogyakarta, con i mezzi pubblici. I nostri becak di fiducia non ci hanno abbandonato, nonostante il giorno precedente non ci fossimo visti, e ci attendono davanti all’albergo per accompagnarci alla fermata dell’autobus più vicina.

A Yogyakarta c’è una compagnia di autobus chiamata TransJogja (per info: http://tourjogja.com/survival-4-trans-jogja-bus-route.html) che copre molti punti di interesse turistico, come appunto i Templi di Prambanan e l’aeroporto Internazionale di Adisucipto.

Arrivati alla fermata, gli addetti ai biglietti ci spiegano il tragitto che dobbiamo fare: prendiamo l’autobus 2A per tre fermate, poi cambiamo con il 3A per altre sei fermate e infine l’1A che ci porta fino a destinazione. Il biglietto si fa direttamente alla fermata, costa 3.600 Rp e non bisogna rifarlo anche se si cambiano più mezzi. Tra cambi e tempi di attesa ci impieghiamo circa 1.45h. Un tragitto alternativo, che permette di non fare cambi, è prendere l’1A alla fermata Halte Malioboro 1 oppure Halte Senopati 2, arrivando direttamente alla fermata di Prambanan.

Pensavo fosse più faticoso cavarsela con i mezzi pubblici, invece è stato semplice. Gli autobus TransJogja sono efficienti, passano frequentemente e il personale di bordo è sempre disponibile a dare indicazioni. Inoltre prendere l’autobus è un modo per fare incontri: capita infatti che la gente del posto cerchi di fare conversazione oppure è facile incontrare altri turisti con cui scambiare qualche opinione. Una signora si è persino alzata per lasciarci il posto. E’ quindi una gradevole esperienza che consiglio!

PrambananLa fermata dell’autobus non è proprio davanti al complesso di templi, ma bisogna fare un pezzo a piedi per raggiungere l’ingresso. Qui acquistiamo i biglietti al costo di 225.000 Rp/persona (per maggiori info: http://borobudurpark.com) e indossiamo il sarong, un pareo che si allaccia in vita e copre le gambe, nel caso in cui si indossassero i pantaloncini. In teoria si dovrebbe allacciare diversamente tra uomini e donne, ma penso che sarebbe troppo dispendioso per lo staff all’ingresso allacciarlo bene a tutti i turisti, perciò il risultato è un normalissimo nodo!

Il Prambanan è un complesso di templi induisti risalenti al IX secolo, situato in un’area verde, che dal 1991 è patrimonio dell’UNESCO.

Il complesso è formato da tre templi veicolo, tra cui il Candi Nandi, che contiene la statua di un toro, il veicolo usato da Shiva, e il Candi Garuda, che significa aquila, il mezzo usato da Vishnu.

Candi ShivaI templi veicolo sono antistanti ai tre templi principali: a sinistra c’è il tempio dedicato a Brhama, il Dio Creatore, a destra il tempio dedicato a Vishnu, il Dio Protettore, e al centro il tempio dedicato a Shiva, il Dio Distruttore. Il Tempio di Shiva è alto 44m e presenta quattro stanze, contenenti quattro statue: una grande statua di Shiva con quattro braccia, una statua di Ganesh, il figlio di Shiva, con la testa da elefante, la statua di Durga, la moglie di Shiva e la statua di Agastya, un grande maestro.
Sulle pareti delle terrazze al primo livello dei tre templi sono raffigurate in bassorilievo scene del Ramayana (per i Templi di Shiva e Brhama) e del Krisnhayana  (per il Tempio di Vishnu). Intorno a questi templi principali ci sono poi le rovine di oltre 200 templi minori.

Il 27 maggio 2006 c’è stato un forte terremoto che ha danneggiato parte del complesso. Ancora oggi ci sono cantieri in corso per cercare di ricostruire fedelmente le parti danneggiate usando i materiali originali. E’ un’impresa molto ardua, se pensate che bisogna capire dove ricollocare ogni pezzo tra migliaia di cumuli di pietra.

Candi SewuSpostandosi dal Tempio Prambanan si possono raggiungere altri templi minori con una passeggiata nel parco, che sono il Candi Lumbung, il Candi Barhu e il Candi Sewu. Anche in questo caso, parte dei templi sono rovine e altre parti sono in ristrutturazione. Il Candi Sewu è un tempio buddhista con la struttura principale al centro, sui quattro lati della quale sono disposti a coppie altri otto templi, il tutto circondato da 240 tempietti più piccoli, la maggior parte dei quali è in rovina.

Nel parco c’è anche il teatro all’aperto per assistere al Ramayana Ballet, uno dei più famosi spettacoli di danza dell’isola di Java. Per info su costi e orari: http://borobudurpark.com/our-events/prambanan-event/ramayana-ballet.

Dopo la visita, durata circa 2.30h, pranziamo al ristorante interno al complesso, il Prambanan Gallery Ristò, con degli ottimi Mi Goreng Ayam (fried noodles), e riprendiamo l’autobus TransJoja 1A fino a Halte Bandara Adisutjipto, dove cambiamo con l’autobus 3B fino a Halte Tegal Gendu 2, nel quartiere di Kota Gede a Yogyakarta.

Kota GedeKota Gede è un quartiere di Yogyakarta caratterizzato da numerose argenterie. Lungo le vie principali si ripetono infatti le insegne dei molteplici negozi di argenteria, sia di piccole sia di grandi dimensioni, che sul retro hanno il laboratorio. Vendono gioielli, oggetti, sculture e quadri in argento, anche ad ottimi prezzi. Io, ad esempio, ho acquistato un paio di orecchini in argento a 120.000 Rp. Dalla fermata dell’autobus camminiamo per circa 1.0 Km per raggiungere la via principale, JI Kemasan, stretta e trafficata, dove le argenterie si alternano ai negozi di alimentari o ai locali per mangiare. Pochissimi negozi hanno le vetrine e la porta d’ingresso, solo quelli più grandi, mentre la maggior parte sono completamente aperti nel lato che da sulla strada.

Con un po’ di fatica, riusciamo a trovare tre becak che ci riportano all’albergo in 30 minuti. Dobbiamo infatti preparare i bagagli, cenare e andare alla stazione di Yogyakarta Tugu, dove ci accompagnano due taxi al costo di 35.000 Rp per auto. Il treno Malioboro Express è già sul binario 3 e parte alle h20.45. I biglietti li abbiamo acquistati sempre sul sito http://www.tiket.com. Come per il treno da Jakarta a Yogyakarta, anche in questo caso i sedili della classe executive sono comodi, larghi e reclinabili, e in più ci forniscono coperta e cuscino per dormire. Uniche pecche: la luce del vagone sempre accesa e l’aria condizionata fortissima. Per fortuna riesco a dormire lo stesso tre ore, invidiando gli altri miei compagni di avventura che dormono come sassi per tutto il tempo del viaggio!

Arriviamo alle h03.53 del 6 agosto 2015 alla stazione di Malang Kota Lama e in taxi raggiungiamo l’albergo Ibis Styles Malang, che si mantiene fedele allo stile degli Ibis occidentali. Piombiamo in un sonno profondo fino alle h10.00 del mattino e, dopo colazione, usciamo a visitare la cittadina di Malang. E’ più piccola di Yogyakarta e sempre trafficata da numerosi scooter, becak, auto e angkot (dei minibus di colore blu). E’ sicuramente meno turistica, perché, pur essendo un punto d’appoggio per partire alla scoperta del Gunung Bromo, in pochi si fermano a visitarla.

Balai KotaL’albergo è un po’ fuori dal centro, quindi per raggiungere la piazza centrale di Jl Tugu prendiamo il taxi. La grande piazza circolare presenta al centro un parco ben curato che circonda un laghetto con fiori di loto. Sulla piazza si affaccia il Municipio o Balai Kota, che riprende elementi di architettura olandese. Infatti durante il periodo del colonialismo olandese, Malang era una meta molto frequentata da olandesi e altri europei, che ne hanno influenzato l’architettura.

Pasar BurungIl centro si può girare tranquillamente a piedi, quindi proseguiamo per il mercato degli uccelli o Pasar Burung, che si estende lungo l’ansa del fiume. Centinaia di gabbie con volatili colorati popolano le strade e i vicoli tra le case. Nelle gabbie in realtà non ci sono solo uccelli, ma talvolta anche pipistrelli, scimmie, cuccioli di cane e vermi. In ogni caso mi chiedo: ma chi compra tutti questi uccelli? Pare sia un animale molto presente nelle case degli indonesiani.

Attaccato al mercato degli uccelli si trova il mercato dei fiori o Pasar Bunga, piccolo e con tante piante tropicali ammassate una vicino all’altra, quasi a formare un variegato giardino. Finalmente vedo delle bellissime piante grasse, vigorose nel loro habitat naturale, non come quelle sofferenti alle casse dell’Ikea!

Pasar BungaAndiamo al parco cittadino Alun-Alun sempre molto curato e punto di ritrovo per la gente del posto, situato di fronte alla moschea principale della città. Come avevo già anticipato, a Java prevale la religione mussulmana, che nelle cittadine meno turistiche è più radicata. Si avverte infatti un maggiore spirito conservatore anche dal modo in cui ci osservano.

Incontriamo un McDonald sul nostro cammino e la tentazione di pranzare lì è davvero forte, ma decidiamo di non cedere. Essendo all’inizio della vacanza abbiamo ancora l’entusiasmo di chi vuole sperimentare proprio tutto, ma non sappiamo che molto presto faremmo qualsiasi cosa per un hamburger o una pizza! Pranziamo dunque al mercato cittadino, il Pasar Besar, pieno di negozi di abbigliamento e di informatica, dove all’ultimo piano c’è un corridoio pieno di warung. Questi warung sono sicuramente più moderni e invitanti rispetto a quelli del mercato di Yogyakarta. Qui assaggiamo il bakso malang, un piatto tipico del posto, ma non mi soddisfa a pieno. Per ora i noodles continuano ad essere il mio piatto preferito.

Hotel Tugu MalangDopo pranzo, io e Jessica prendiamo un becak e torniamo alla piazza principale dove visitiamo il Tugu Hotel Malang (http://www.tuguhotels.com/malang), un bellissimo albergo a 5 stelle, che è anche un museo. Il proprietario è infatti un collezionista e l’albergo è arredato con dipinti, tra cui un famoso dipinto di una ragazza davanti allo specchio, sculture e oggetti della sua collezione, derivanti da diverse parti del mondo. E’ un angolo di paradiso, un’immersione tra lusso e cultura, con terrazze e bellissimi cortili. Merita indubbiamente una visita ed è per me l’attrazione più bella della città. Per il tour guidato bisogna pagare, ma se entrate e consumate qualcosa al bar, potete girare gratuitamente.
Nell’albergo c’è inoltre una panetteria che fa pane e dolci artigianali. Assaggiamo il gelato, ma, perdonate la schiettezza, fa veramente schifo! Meglio restare sul pane o sui classici biscotti!

Soddisfatti dell’itinerario, rientriamo in albergo verso le h16.00, dove tentiamo di dormire. A mezzanotte si parte infatti per l’escursione sul Gunung Bromo, di cui vi parlerò nel prossimo post.

Dimenticavo di aggiornarvi sul nostro stato di salute: per ora niente vittime, tutti in piena forza, ma il virus è in agguato!

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