Visita di Yogyakarta

Il 3 agosto, ci dedichiamo alla visita di Yogyakarta, accompagnati dai nostri becak di fiducia, che ci attendono puntuali fuori dall’albergo.

La prima tappa è il Kraton o Palazzo Reale (h08.00-13.30 sab-gio, fino alle h12.00 ven), costruito a metà del XVI secolo e dimora odierna del X° Sultano di Yogyakarta e della sua famiglia. Entriamo dall’ingresso in Jl Kemitbumen, che dà sul cortile con la biglietteria, e il costo del biglietto è di 12.500 Rp + 1.000 Rp per poter fare le foto. Decidiamo inoltre di richiedere una guida solo per noi dando un’offerta complessiva di 50.000 Rp.

KratonAttraversiamo un portico, caratterizzato da elementi misti di religione hindu, cinese e mussulmana, che dal cortile 3 conduce al numero 4, il cortile principale. Qui si trova la sala dei ricevimenti, con pavimento in marmo e colonne in legno decorate in oro, e la vicina sala da pranzo, con lampadari italiani. Nel cortile è esposta anche la carrozza reale utilizzata per portare le principesse nel giorno delle nozze. Ai due lati opposti del cortile si trovano rispettivamente gli appartamenti della moglie del sultano e delle figlie e gli appartamenti del sultano e dei figli, anche se, da quanto ho capito, il sultano ha cinque figlie femmine.

GamelanL’area dedicata agli appartamenti del sultano è in parte adibita a museo e quindi visitabile. Qui si trovano esposizioni di oggetti e ritratti della famiglia reale, tra cui gli alberi genealogici dei sultani di Yogyakarta, una mostra di batik indossati dalle donne della famiglia reale per grandi eventi e fotografie di cerimonie nuziali. Durante la visita al palazzo assistiamo anche ad uno spettacolo di Gamelan, un’orchestra fatta da tipici strumenti indonesiani: xilofoni, gong, tamburi, metallofoni, perfettamente accordati tra loro.

Al termine del tour guidato andiamo in un villaggio esterno al complesso del Kraton, ma sempre parte del Kraton, dove assaggiamo il Coffee Loewak, cioè il caffè prodotto dai chicchi espulsi nelle feci dello zibetto, e il Thè del Sultano, di colore rosso, che il sultano usa durante le cerimonie e che fa bene alla circolazione. Sempre in questo villaggio visitiamo una fabbrica di marionette, dove un ragazzo ci spiega tutta la simbologia legata ai disegni riportati sulla marionetta, e una galleria di batik.

Taman SariSempre scortati dai becak, visitiamo poi il Taman Sari o Castello sull’Acqua (h08.00-15.30), costruito nella metà del 1700 per volere del sultano come palazzo dei piaceri. Il costo del biglietto è di 7.000 Rp. Al centro ci sono delle piscine dove il sultano poteva divertirsi con le sue concubine. Il palazzo è collegato ad un villaggio, che si è sviluppato tutto intorno, in cui si trova una moschea sotterranea. E’ frequente che, se chiedete indicazioni, vi troviate ad essere portati in giro per la città dalla gente del posto, entusiasta di spiegarvi ogni cosa. Non si aspettano un compenso, però il tour potrebbe finire in un negozio di batik, come nel nostro caso. Essere scortati dai locali, che tra l’altro parlano inglese, è piacevole sia per saperne di più sul posto sia per non perdersi, quindi se vi capita abbandonatevi alla loro guida!

Pasar BeringharjoL’ultima tappa della prima giornata a Yogyakarta è il mercato della città, il Pasar Beringharjo (h08.00-16.30), all’inizio di Jl Malioboro. Il mercato è su più piani e ha tanti negozi e bancarelle che vendono abbigliamento, batik, borse e veli copricapo per le donne. Nell’isola di Java la religione prevalente è infatti quella islamica. C’è poi una parte dedicata alle spezie, che non troveremmo mai se un gentile passante non ci guidasse fino a lì. Arriviamo infine in una parte del mercato con qualche warung dall’aspetto sporco e poco invitante, ma non abbiamo scelta: è tardi e abbiamo fame. Ci accomodiamo in uno dei tanti tavoli vuoti e un’anziana signora ci prepara a mani nude un tipico Gado-Gado. Questa è un’altra esperienza tra le più autentiche della vacanza!

Rientriamo in albergo per un po’ di relax e la sera andiamo in un ristorante in Jl Prawirotaman I, il Money Laundry Restaurant, che propone specialità indonesiane ma anche cibo internazionale, e concludiamo con una Bintang, la birra indonesiana, al locale Bamboo House, fatto interamente di legno.

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Agosto 2017 - Perù