Da Jakarta a Yogyakarta

Il 31 luglio 2015 inizia il nostro viaggio di tre settimane in Indonesia, tra Java, Bali e Lombok (dal 31/07/2015 al 20/08/2015). Partiamo in sei da Milano alla volta di Jakarta, la capitale, dove arriviamo l’1 agosto nel pomeriggio. La maggior parte delle persone che decide di esplorare l’Indonesia arriva a Jakarta, uno dei punti di snodo per dirigersi in altre parti dell’arcipelago indonesiano, che conta oltre 17.000 isole, e il punto di partenza per visitare l’Isola di Java, una delle isole più popolose al mondo. 

E’ importante sapere che dal 9 giugno 2015 i cittadini italiani che intendono recarsi in Indonesia esclusivamente per turismo per periodi non superiori a 30 giorni sono esenti dalla richiesta di visto se entrano nel paese da alcuni aeroporti, tra cui il Soekarno-Hatta International Airport di Jakarta.

Al ritiro bagagli mi sono resa conto di essere davvero dall’altra parte del mondo: tanti volti orientali e pochi occidentali, finalmente facce diverse di popoli lontani. Uscendo dagli arrivi troviamo molte compagnie di taxi, tra cui la Blue Bird Taksi, che è affidabile. Prendiamo infatti un pullmino della Silver Bird Taksi (parte della Blue Bird), che con 340.000 Rp ci porta fino all’albergo per un tragitto di 40 minuti. La moneta locale è la Rupia Indonesiana (14.500 Rp = 1,00 euro).

Jakarta è una megalopoli trafficata, con oltre 10 milioni di abitanti, dove gli innumerevoli scooter, spesso carichi di intere famiglie, sfrecciano tra le auto lente. La guida è a sinistra. Lungo la strada per andare all’albergo si vedono molte baracche col tetto in lamiera che lasciano spazio a grattacieli e centri commerciali. Ci sono pochi marciapiedi e ai bordi delle strade compaiono bancarelle o warung che propongono qualcosa da mangiare. La prima impressione è un senso di trascuratezza: tutto funziona, ma è un po’ abbandonato a se stesso.

Treno TaksakaA Jakarta ci fermiamo solo una notte, partendo il mattino successivo, il 2 agosto, per Yogyakarta con il treno delle h08.50 – 16.35 dalla stazione di Gambir. Abbiamo prenotato i biglietti del treno sul sito http://www.tiket.com, scegliendo il treno Taksaka in classe Executive A. Una volta arrivati in stazione bisogna inserire il numero del voucher alla macchietta automatica per l’erogazione del biglietto. E’ molto semplice e in ogni caso c’è sempre una gentilissima hostess a supporto.

Al binario 3 c’è tanta gente del posto e tanti turisti, che, come noi, hanno scelto di fare il tragitto in treno. Ne vale la pena sia per il paesaggio sia per il contatto con la realtà locale. Inoltre la carrozza è confortevole (a parte l’aria condizionata a manetta), con i sedili larghi reclinabili e il poggiapiedi, anche se il mezzo non è nuovo, e c’è la possibilità di ordinare il pranzo a circa 30.000 Rp. Passa poi il controllore scortato da due guardie della polizia, ma niente paura, qui è normale e sono molto gentili!

PanoramaIl paesaggio tra Jakarta e Yogyakarta è ricco di risaie e campi di mais, punteggiati dai cappelli a cono dei contadini intenti a lavorare e ornati di palme. Il treno rasenta le case colorate dei piccoli villaggi affacciati sulla ferrovia, senza che vi sia alcuna protezione tra i binari e la veranda all’ingresso. Ogni tanto compaiono branchi di scooter fermi al passaggio a livello, tra i quali si intravede qualche auto. E’ chiaro che in Indonesia lo scooter va per la maggiore. Unica pecca: la targa orizzontale sul davanti…un po’ antiestetica!

Yogyakarta è la capitale culturale di Java, con circa 3,6 milioni di abitanti, ed è governata da un sultano. A Yogyakarta ci sono due quartieri principali: Sosrowijayan, situato nella parte nord, che è il quartiere più tradizionale, ideale per assaggiare la cucina tipica javanese e per fare acquisti in una delle infinite bancarelle di Jalan Malioboro, la via principale, e Prawirotaman, situato a sud, che è il quartiere più turistico, con alberghi di media categoria, locali e ristoranti di cucina internazionale, disseminati lungo le vie di Jalan Prawirotaman I/II e Jalan Parangritis.

Pur essendo più piccola di Jakarta, anche Yogyakarta ha una buona dose di caos: becak, macchine, scooter, autobus e carrozze si riversano nelle strade, apparentemente senza regole, arrivando a sfiorarsi, ma mai a toccarsi. La prima cosa che ho pensato è: guidano come pazzi! La seconda è: come si attraversa?!

Street food 2La prima sera a Yogyakarta facciamo una delle esperienze più autentiche della vacanza: andiamo in Jalan Malioboro e mangiamo in uno dei tanti warung seduti sulle stuoie tra la gente del posto, assaggiando lo street food javanese. Costo della cena in sei: 340.000 Rp. Durante la cena qualche musicista di passaggio ci allieta con un po’ di musica indonesiana e non, accompagnato da una chitarra. Ogni tanto passa qualche venditore ambulante di dolcetti e di snack indonesiani, che ovviamente non ci facciamo sfuggire! Infine, ci siamo accorti di essere fotografati da alcuni locali, che fingono di farsi dei selfie, e questo si ripete spesso durante la vacanza, ma un po’ ci diverte!

Dopo la scorpacciata di cibo javanese, passeggiamo per Jl Malioboro, che di giorno e di sera è un vero bazar, costeggiato da file di scooter e becak posteggiati, con artisti di strada che si esibiscono tra la folla. C’è sempre tanto traffico e tentiamo un attraversamento, uscendone incolumi, ritornando dai “nostri” becak di fiducia, che ci riportano in albergo.

Becak 1Il mezzo più bello e caratteristico per girare a Yogyakarta è dunque il becak, una bicicletta a tre ruote, che può portare fino a due persone ed è guidata da un allenatissimo driver! Può essere infatti a motore o a pedali e sguscia lentamente in mezzo al traffico, permettendoci di gustare la città. Inoltre i driver sono molto gentili e disponibili a seguirci anche per l’intera giornata, portandoci precisamente nei posti di interesse (che probabilmente non troveremmo da soli con la stessa facilità). Il prezzo per una corsa in due è mediamente di 30.000 Rp. Contrattando si potrebbe anche abbassare, ma infondo si parla davvero di qualche centesimo di euro, che a noi non cambia la vita, mentre a loro può certamente essere utile.

Infine, il nostro albergo a Yogyakarta è il Greenhost Boutique Hotel Prawirotaman in Prawirotaman II. L’albergo è molto bello, con piscina, spa e camere spaziose e pulite. E’ particolare perché è fatto con materiale ecocompatibile e il cortile interno sembra una serra. Dalla nostra camera si vede la vetta del Gunung Merapi, che significa “Montagna di Fuoco”: affascinante e spaventoso allo stesso tempo, è uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia. Si dice che “respira” perché il livello del cratere si alza e si abbassa nel tempo in seguito alla costante attività. L’ultima forte eruzione è stata nel 2010.

 

 

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